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Cremona, 9 luglio 1964 — Londra, 5 gennaio 2023

Gianluca Vialli

L'uomo nell'arena

"Sono un ragazzo fortunato."

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Il principio

Un ragazzo fortunato
da Cremona

Quando si parla di Gianluca Vialli si deve partire da qui: spettacolo. Un ragazzo riccioluto, col polsino, che faceva le capriole dopo i gol, tutti pazzescamente belli.

Un ragazzo come noi, divertente e divertito dall'essere sempre al centro dell'attenzione. Cresciuto nella bambagia, protetto e coccolato da una famiglia che prima di tutto voleva che maturasse come persona: "prima ti maturi e poi giochi a calcio". Il suo idolo era Paolo Rossi, che stava per diventare Pablito, mentre Gianluca calzava i primi scarpini da professionista nella Cremonese.

Amava comunicare — con la parola, con lo stile, con l'orecchino, con i capelli tinti. "Parla bene ma ha l'orecchino", chiedeva stupito Gianni Minà.

286
Gol in carriera
5
Club da calciatore
59
Presenze Nazionale
1
Europeo vinto

L'uomo in immagini

Foto — Gioventù a Cremona
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Foto — Sampdoria con Mancini
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Foto — Juventus, la grande Juve
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Cronologia

1964
Cremona
Nasce il 9 luglio
Gianluca Vialli nasce a Cremona. Cresce in una famiglia benestante che lo protegge e lo incoraggia a maturare come persona prima di calcare i campi da gioco.
1980
Cremonese
Debutto professionale
Muove i primi passi da professionista con la Cremonese. Il suo idolo è Paolo Rossi, che sta per diventare Pablito. Già da subito si distingue per i gol bellissimi e le esultanze spettacolari.
1984
Sampdoria
Arriva a Genova
Passa alla Sampdoria, dove incontrerà il suo eterno fratello Roberto Mancini. Il presidente Mantovani costruisce una squadra straordinaria. Scudetto 1991, finale di Coppa Campioni 1992. Boskov: poliziotto, maestro, amico.
1989
Mediaset
Settimana Gol
Accetta la proposta di Mediaset di condurre "Settimana Gol". Un "aggiornamento professionale", diceva lui. Intervista tra gli altri anche il più grande di sempre, Maradona.
1990
Italia
Mondiale in casa — la grande occasione mancata
Italia '90 avrebbe dovuto essere il suo Mondiale. Invece diventa il racconto di un'occasione sfuggita, di un paese che inizia il suo declino. Vialli rompe con quel mondo e cerca nuovi orizzonti.
1992
Juventus
Il grande salto
Per una promessa fatta da Mantovani al presidente Agnelli, Vialli passa alla Juventus. Scudetti, Coppe UEFA, Champions League 1996. Il rapporto con Sacchi in Nazionale è solo odio.
1996
Chelsea FC
Londra: la province ritrovata
Taglia i ponti con il calcio italiano. A Londra poteva "uscire a fare la spesa indisturbato". Chelsea come calciatore, poi come player-manager. FA Cup, League Cup, Cup Winners' Cup.
2000
Post-carriera
Ritiro: "pagato per guardare le partite"
Torna in Italia come commentatore e giornalista. Ma il richiamo del campo era troppo grande.
2017
La battaglia
La malattia, la forza
Diagnosticato con un cancro al pancreas. Sceglie di ringraziare la malattia: non una battaglia contro il male, ma un percorso di cambiamento e miglioramento personale.
2019
FIGC
Capo Delegazione Azzurra
Gravina, in accordo con Mancini, lo chiama come Capo Delegazione. Il cerchio si richiude: riabbraccia il suo eterno fratello Bobby.
2021
Wembley
Campioni d'Europa — l'abbraccio più bello
Italia batte l'Inghilterra. Vialli non guarda i rigori ma li sente, li percepisce, li vive fisicamente. Poi raccoglie l'abbraccio del fratello Bobby da Jesi. L'abbraccio in cui c'è tutto.
2023
Per sempre
6 gennaio — L'ultimo gol
Gianluca Vialli ci lascia a Londra, la sua seconda casa. A testa alta, come sempre. Un trequartista esemplare.

Il comunicatore nato

Vialli ha iniziato a comunicare presto, anche nelle tv nazionali, quando accolse la proposta di Mediaset di condurre "Settimana Gol" (1989–90).

Un "aggiornamento professionale", diceva lui. Intervistò tra gli altri il più grande di sempre, Maradona. Meno bravo a cantare, ma sempre bravo a fare Show.

Gianluca Vialli lo abbiamo visto in molte vesti: calciatore, allenatore, allenatore/calciatore, giornalista, commentatore, dirigente, motivatore. Sempre dando l'idea di essere al posto giusto.

Settimana Gol — Intervista a Maradona
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"Sono stato disoccupato per 40 anni."
— Gianluca Vialli

Italia '90
La grande occasione

Il mese del mondiale che cambiò il destino di un Paese intero, iniziandone il declino che vediamo da 30 anni a questa parte. La grande occasione per tutti, ma soprattutto per Gianluca Vialli.

Audio · Bruno Pizzul
Intro prima partita Italia–Austria
Voce Bruno Pizzul · Inserire embed
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Foto — Italia '90
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I momenti chiave

Italia vs Austria
Il cross nel gol di Schillaci. Vialli serve, Totò segna. L'Italia parte.
Italia vs USA
La finta sul gol di Giannini, poi il rigore sbagliato. La parabola si complica.
Italia vs Cecoslovacchia
Vialli a riposo. Le scelte del CT pesano. Il rapporto con Vicini — amore e odio.
Italia vs Uruguay · EIRE
Non gioca. Spettatore di un torneo che avrebbe dovuto essere il suo.
Italia vs Argentina
Il tiro sulla cui ribattuta segna Schillaci. La semifinale finisce ai rigori.

Gianluca Vialli rompe definitivamente con quel mondo che aveva abbracciato qualche anno prima. Non accettava di essere messo in croce alle prime difficoltà. E così, cercando di migliorarsi, scelse l'Inghilterra.

I compagni di viaggio

Le persone giuste

Il rapporto con i CT e gli allenatori è parte integrante della storia di Vialli. Alcune storie d'amore, qualche conflitto necessario.

VB
Vujadin Boškov
Sampdoria — CT
Discorso a parte. Poliziotto, maestro, amico. Il rapporto più ricco di sfumature, quello che ha formato l'uomo oltre che il calciatore.
AV
Azeglio Vicini
CT Nazionale
Amore e odio. Un rapporto complicato che culmina nelle scelte dolorose di Italia '90.
AS
Arrigo Sacchi
CT Nazionale
Solo odio. Un rapporto così negativo da portare Vialli a lasciare definitivamente la Nazionale.
RM
Roberto Mancini
Fratello — CT — Amico
Il suo gemello. L'eterno fratello Bobby da Jesi. Il miglior rapporto con un CT. Insieme a Wembley — il cerchio che si chiude.
"Non stava combattendo una battaglia contro il male — stava percorrendo un cammino di cambiamento e miglioramento personale."
— Di Gianluca Vialli

Wembley.
L'abbraccio
più bello.

Italia, Inghilterra, Wembley, Mancini. La partita della vita per lui, che se ne sta in disparte.

Non guarda i rigori ma li sente, li percepisce, li vive fisicamente. In disparte, senza protagonismi, senza cercare forzatamente di stare al centro.

Poi raccoglie l'abbraccio del fratello Bobby da Jesi. L'abbraccio in cui c'è tutto. Amore, amicizia, paura, anche quella che da qualche anno è compagna di viaggio di Gianluca assieme a quell'altro mostro.

Vialli non guarda i rigori — Italia Campione d'Europa
Gazzetta dello Sport
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Florenzi racconta Vialli
Sky Sport Italia
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La bella stagione — RAI Play
Documentario · RaiPlay 2023
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Il lascito

Il trequartista
esemplare

Vialli è un trequartista, uno che ha surfato in questo mondo con tante cose: con le emozioni, con il corpo, con la mente, con le parole, con i sorrisi, con le lacrime, con gli sguardi.

Ha cercato di essere sempre nella posizione giusta di poter dire o non dire certe cose. Essere ogni giorno un po' migliore del giorno prima, per poter rappresentare qualcosa per qualcuno: le sue figlie, i suoi amici più vicini, i giovani calciatori.

Se non aveva qualcosa da dire propriamente suo non lo diceva. Ha sempre cercato la sua posizione nel mondo — una posizione in cui si sentiva lui stesso in pace, non per compiacere gli altri. E da lì poteva esprimersi senza timori, con la testa alta.

Foto — Con le figlie
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Foto — L'abbraccio con Mancini a Wembley
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"Mancherà Vialli, per le sue frasi che hanno ispirato, i suoi 98 gol +1, la sua essenza di persona alla continua ricerca del proprio miglioramento."
— L'uomo nell'arena
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